Uniti sulle corde

Introduzione a “I popoli baltici del kantele”.

di Timo Väänänen

[Marcello Ganassini]

Rauno Nieminen veistää Ontrei Malisen kanteletta Haikolan kylässä Karjalan Tasavallassa. | Finnish luthier Rauno Nieminen carves a traditional 5-string kantele in Haikola Village, in Karelian Republic.
Rauno Nieminen veistää Ontrei Malisen kanteletta Haikolan kylässä Karjalan Tasavallassa. | Finnish luthier Rauno Nieminen carves a traditional 5-string kantele in Haikola Village, in Karelian Republic.

In Finlandia vi sono diverse tipologie di salterio popolare. Ogni modello è come uno strumento proprio ma noi li pensiamo e li chiamiamo tutti kantele e lo stesso accade in altri paesi. Strumenti molto simili si trovano anche altrove. Partendo dagli esempi estoni, lettoni e lituani trattati in questo testo il viaggio prosegue poi in altri tre volumi raggiungendo luoghi più lontani.

Cos’è il kantele?

Non vi è una definizione univoca di cosa sia il kantele né questo libro ha la pretesa di trovarla. L’obiettivo è quello di far conoscere la ricchezza degli strumenti cordofoni nell’Europa Nord-Orientale fino alla Siberia Occidentale. Lo spunto ci viene dato dall’esperienza di esecutori, studiosi e liutai. Ci siamo occupati di quei popoli che hanno avuto una lunga storia con strumenti di questo tipo e che continuano a costruirne ed a suonarli.

La gran parte del materiale è frutto di lavoro sul campo nonché il prodotto degli studi sulle fonti scritte. Non abbiamo puntato all’esaustività – sarebbe stato impossibile – ma vogliamo solo che il lettore entri a contatto con figure davvero interessanti legate al kantele.

Ogni capitolo tematico termina con una breve panoramica sulla storia dello strumento, la sua struttura, la letteratura, gli studi e la musica. Altri viaggi di studio verrano fatti anche dopo la pubblicazione e le edizioni saranno via via arricchite da ulteriore materiale.

La serie in quattro volumi Uniti sulle corde tratta di 16 popolazioni e dei loro strumenti. Gli ambiti geografici e quelli tipologici sono corì raggruppati.

  1. I popoli baltici del kantele
  2. I popoli volgaici del kantele
  3. I popoli slavi del kantele
  4. I popoli nordici del kantele

I popoli e i loro strumenti

Dal Baltico al Mar nero

  • Careliani: kantele
  • Finlandesi: kantele, kannel
  • Vepsici: kandel, stribunik
  • Estoni: kannel
  • Lettoni: kokle, kokles
  • Lituani: kankles
  • Russi: gusli
  • Bielorussi: gusli
  • Ucraini: husli
  • Polacchi: gęśle

Area permiano-volgaica

  • Udmurti: krez
  • Mari: kärš, kysle
  • Tatari: göslä
  • Ciuvassi: kesle, kösle, kysle

Siberia Occidentale

  • Hanti: nars-juh, narkas-juh
  • Mansi: sangwyltäp

Ricerca sul campo

Il primo itinerario di studio ha toccato Mikkeli dove abbiamo intervistato due esecutori ed insegnanti con storie personali e professionali molto differenti. Elli Sonkkanen è arrivato dalla Carelia come profugo della guerra d’inverno ed ha insegnato kantele alle scuole superiori per diversi anni. Valentina Matvejeva si è trasferita a Mikkeli negli anni ’90 dalla Repubblica Popolare di Carelia e ha avuto la docenza alla scuola di musica della città.

Udmurtialainen Elena Vald kertoo, että aloitti soiton udmurtialaisella kanteleella ensin väärinpäin. | Udmurtian music teacher Elena Vald teaches krez playing in Vavozh Village, Udmurtia, Russia.
Udmurtialainen Elena Vald kertoo, että aloitti soiton udmurtialaisella kanteleella ensin väärinpäin. | Udmurtian music teacher Elena Vald teaches krez playing in Vavozh Village, Udmurtia, Russia.

Il secondo itinerario si è spinto fino a Mosca e all’Udmurtia dove nel 2008 Leena Häkkinen, Timo Väänänen e Kari Dahlblom hanno tenuto una trasmissione documentaristica per il primo canale della radio di stato finlandese YLE. L’accoglienza in Udmurtia è stata grandiosa come la musica che abbiamo ascoltato, melodie nuove e sconosciute ma anche motivi già noti. Lo stile esecutivo ricordava quello del maestro Toivo Alaspää (1929–2007). E’ stato sorprendente trovare in Udmurtia una sonorità simile a quella prodotta dal kantele di Perhonjokilaakso.

A Mosca abbiamo incontrato l’ensemble Kupina e conosciuto il professor Ljubov Žukin dell’Accademia della Musica di Gnessini. Abbiamo potuto ascoltare i magnifici virtuosismi eseguiti dal gruppo su gusli con cassa armonica a forma d’ala. Abbiamo visitato il Museo Centrale Statale della Cultura Musicale Glinka accompagnati da un membro del gruppo, Pavel Lukojanovin, e visto alcuni interessanti esemplari di gusli.

Nel 2010 il terzo viaggio in Estonia, Lettonia e Lituania. Abbiamo scelto di intervistare musicisti e persone dall’estrazione più diversa.

Kanteleen kielin: Baltian kantelekansat | Luthier Egidijus Virbašius in the cover of the first book of the series.
Kanteleen kielin: Baltian kantelekansat | Luthier Egidijus Virbašius in the cover of the first book of the series.

In Lituania abbiamo incontrato il liutaio Egidijus Virbašius che costruisce salterî tradizionali, sia copie di esemplari antichi che versioni elaborate e strumenti da concerto anche per esportazione. Ci ha raccontato della sua formazione da musicista e dei percorsi che lo hanno portato a diventare un liutaio professionista. Abbiamo visitato il Museo degli Strumenti Tradizionali Povilas Stulgas a Kaunas ed incontrato l’esperto Romualdas Apanavičius con il quale abbiamo discusso dei suoi studi sul kankles. Abbiamo avuto accesso all’Accademia Lituana di Musica e Teatro di Vilnius ed alla scuola di salterio e registrato nella sala dell’accademia un esibizione di un duetto costituito da kankles e birbyne, strumento aerofono tradizionale.

In Lettonia per il nostro gruppo di studio è stato organizzato un incontro sul kantele nella sala dell’Unione Lettone dei Compositori con esibizioni di musica popolare, classica e per bambini: composizione, folk, fusion, ensemble e solisti. L’iniziativa si è conclusa con le danze condotte dal gruppo di danza popolare e accompagnate da un gruppo d’improvvisazione costituito da diversi kokle. Abbiamo conosciuto la band folk-metal Skuforgerin e l’allora suonatore di kokle Kaspars Bārbalsin con il quale si è discusso del futuro dello strumento tradizionale e della difficoltà di esecuzione su un palco da musica leggera e110 decibel d’amplificazione.

Quite Quiet Duo eli virolaiset Jaak Sooäär ja Tuule Kann kertovat kirjassa musiikistaan ja soittavat Baltian kantelekansat -äänitteellä. | Quite Quiet Duo: Tuule Kann & Jaak Sooäär in Estonia.
Quite Quiet Duo eli virolaiset Jaak Sooäär ja Tuule Kann kertovat kirjassa musiikistaan ja soittavat Baltian kantelekansat -äänitteellä. | Quite Quiet Duo: Tuule Kann & Jaak Sooäär in Estonia.

Nella città estone di Rapla abbiamo frequentato i corsi di salterio presso la scuola Kandlekota diretta da Rait Pihlap. Gli studenti sono chiamati a progettare e costruire il proprio strumento sotto la guida degli insegnanti. A Tallin abbiamo intervistato Tuule Kann che ci ha illustrato il suo percorso professionale. Abbiamo registrato una sua esecuzione con Jaak Sooäär (chitarra elettrica).

Prääsän taiteiden koulun kanteleryhmä Karjalan Tasavallassa. | Kantele group of the Arts School of Pryazha, Karelian Republic, Russia.
Prääsän taiteiden koulun kanteleryhmä Karjalan Tasavallassa. | Kantele group of the Arts School of Pryazha, Karelian Republic, Russia.

Nell’autunno 2010 il quarto viaggio di studio nella Repubblica di Carelia in Russia dove abbiamo visitato la Scuola di Musica di Prääsä e dell’Olonec nonché il Palazzo della Gioventù di Petrozavodsk per seguire le prove dell’ensemble Jeans Kantele. Nel Museo Nazionale di Carelia abbiamo ammirato diversi esemplari di kantele. Abbiamo potuto vedere la nuova sala prove del gruppo ufficiale di canto e danza della Repubblica. Nella capitale abbiamo incontrato l’esecutore Juri Mugatšev che ci ha raccontato aneddoti sulla vita di un anziano vepsico come lui. Ha inoltre suonato e cantato davanti al nostro microfono. Altri esempi di kantele vepsico ci sono stati mostrati durante la visita negli spazi di liutistica e falegnameria della scuola professionale sotto la guida di Vladilen Tropin’.

Il quinto viaggio nell’autunno 2011 ci ha portati nella zona del Volga in Tatarstan, Ciuvascia e nella Repubblica di Mari El. Visti dalla Finlandia questi paesi hanno un côte esotico e remoto ma dal punto di vista dei collegamenti sono perfettamente raggiungibili via treno da Helsinki e da Lahti.

Kari Dahlblom kuvaa leukakanteleita Tatarstanin kansallismuseossa Kazanissa. | National Museum of Tatarstan has several symmetrical zithers in their collection.
Kari Dahlblom kuvaa leukakanteleita Tatarstanin kansallismuseossa Kazanissa. | National Museum of Tatarstan has several symmetrical zithers in their collection.

Nell’area del Volga l’itinerario di studio è stato particolarmente fruttuoso. Siamo stati al Museo Nazionale del Tatarstan e della Ciuvascia dove abbiamo visto importanti esemplari dello strumento e visitato molte istituzioni scolastiche tra le quali la scuola professionale d’ambito culturale di Joškar-Ola, capitale della Repubblica dei Mari. Abbiamo ascoltato splendidi concerti come quello dell’orchestra di stato del Tatarstan degli strumenti tradizionali a Kazan e quello dell’ensemble Etnogenez con Sergej Starostin a Čeboksary, capitale della Ciuvascia.

Puolalainen Robert Jaworski soittaa Gdanskin géşleä jousella. | Robert Jaworski playing gȩśle lyre with a bow in Warsaw.
Puolalainen Robert Jaworski soittaa Gdanskin géşleä jousella. | Robert Jaworski playing gȩśle lyre with a bow in Warsaw.

Nel corso del sesto viaggio tenuto alla fine del 2011 ci siamo recati in Polonia per conoscere alcuni suonatori di gęśle. Robert Jaworski ha costruito il suo strumento particolarmente adatto ad essere suonato con l’arco. Alcuni dei ricercatori sono andati a Danzica per prendere visione di alcuni antichi reperti mentre altri hanno assistito all’esibizione di Robert Jaworskin all’Hard Rock Cafe di Varsavia.

Il settimo viaggio è stato pieno di sorprese. Nel 2012 abbiamo deciso di tornare in Estonia per incontrare l’esecutore Aivar Araki. Il suo modo spontaneo e coinvolgente di relazionarsi allo strumento è davvero corroborante. Nell’autunno dello stesso anno l’esecutore udmurto è stato ospite dell’Accademia Sibelius e successivamente siamo riusciti a tenere nello stesso prestigioso istituto una lezione sul kantele ospitando il gruppo tataro Sornay.

Novgorodin ja Puolan kantele. | Lyres of Novgorod and Gdansk.
Novgorodin ja Puolan kantele. | Lyres of Novgorod and Gdansk.

I viaggi nel Circondario autonomo degli Chanty-Mansi-Jugra, in Bielorussia ed Ucraina sono ancora in attesa di essere compiuti. Sin dal principio ci siamo posti l’obiettivo di raccogliere il materiale audio e fotografico con la migliore qualità per farne un utilizzo il più versatile e proficuo possibile. Il programma radiofonico in 17 puntate tenuto da Leena Häkkinen e Timo Väänänen per la Radio si Stato Finlandese Yle è stato trasmesso anche all’interno della trasmissione Serate di musica popolare tenuta da Sirkka Halonen durante la primavera del 2012. Ad ogni volume è connesso un CD  curato da Matti Kontio e Timo Väänänen e i brani sono correlati agli argomenti trattati nel libro. Le incisioni sono acquistabili in formato digitale presso iTune Store.
Tipologie di kantele

Nel libro ci occupiamo di tre gruppi tipologici. Abbiamo dovuto elaborare una terminologia ad hoc perché la lingua non ha ancora fatto proprî nomi adeguati. Il tradizionale salterio d’ambito baltico è detto “a forma d’ala”. A questo tipo appartengono gli strumenti di piccole dimensioni finlandesi, estoni, lettoni, lituani, russi e bielorussi. Sono tradizionalmente costituiti da una cassa armonica di legno, corde a ventaglio tese su bischeri sul lato maggiore e su ponticello metallico all’altra estremità. Secondo la catalogazione si tratta di cordofoni con cassa armonica a blocco unico scavato ma nei modelli più recenti troviamo casse di risonanza costituite da più elementi.

La forma più vicina al kantele a forma d’ala e il kantele a lira, analogo al precedente ma fornito di rosetta. I reperti più antichi provengono da Novgorod, Danzica e Opole. Negli anni la tradizione del kantele a lira è andata perduta ma la musica popolare contemporanea ha riportato in auge questo strumento.

Il neologismo “kantele a mandibola” è nato quando intervistando lo storico Aaro Söderlund per la redazione del libro e la trasmissione radiofonica ci ha raccontato di avere acquistato al mercato comunale il luccio più grande che la pescheria poteva offrirgli per asportarne la mandibola che poi a casa ha opportunamente sottoposto a bollitura. Secondo la mitologia baltofinnica e la fonte del Kalevala di Elias Lönnrot Väinämöinen costruì il suo primo strumento proprio dalla mandibola di un luccio. Osservandola lo studioso notò che la forma non ricordava affatto quella del kantele a forma d’ala ma piuttosto i salterî in uso nell’area del Volga.

Il kantele a mandibola ha una disposizione simmetrica delle corde che, come fissate ai denti del pesce, sono solitamente parallele. Un modello analogo è diffuso tra tatari, ciuvassi, mari e udmurti. I modelli elaborati sono spesso affini a questo tipo. Ad esempio il kantele a 19 corde progettato da Jyrki Pölkki e Ilari Ikävalko e denominato Kirjokansi (“coperchio screziato”, nella lirica popolare immagine simbolica della volta celeste, N.d.T.) è stato ispirato proprio dal modello di cui sopra. Le stelle sui ponticelli della tavola d’accompagnamento contraddistinguono questa particolare nuova elaborazione del kantele a mandibola.

Il kantele inclinato ha una tavola armonica asimmetrica e corde parallele. A questo gruppo appartengono gli strumenti di ultima progettazione, ad esempio i kantele da concerto finlandesi ed estoni.

Uno strumento comune e conosciuto

La diffusione di strumenti analoghi al kantele varia notevolmente nei vari paesi. Vi è comunque il parare diffuso che il kantele sia uno strumento ormai raro e a rischio d’estinzione. Non sempre quest’opinione si rivela fondata.

Nel 2003 in Finlandia sono stati venduti 700 pianoforti. Calcolando anche i pianoforti digitali si arriva alle 2200 unità. Nel caso si tratta di uno strumento tra i più comuni.

In Finlandia abbiamo parecchi liutai costruttori di kantele. Non disponiamo di un censimento preciso delle unità vendute ma si ritiene che il risultato si aggiri tra le 2000 e le 3000 all’anno, un dato prossimo a quello dei pianoforti. Il modello più venduto è quello a cinque corde, altre tipologie di piccola dimensione vengono prodotte nell’ordine delle centinaia e la quantità cala ulteriormente per i modelli più grandi. I fattori determinanti nel risultato di vendita sono il prezzo e la dimensione dello strumento. Il kantele a cinque corde è molto usato nelle scuole come nelle lezioni di musica pre- e parascolastiche.

Forse nel considerare le differenze di prezzo tra i due strumenti il paragone tra il pianoforte e il kantele non è del tutto appropriato ma sta di fatto nella realtà il kantele è assai più comune di quanto solitamente si pensi.

Se sommiamo le popolazioni di tutti i paesi nei quali sono diffusi strumenti analoghi arriviamo a 265 milioni di individui che in linea di principio possono ritenere il kantele come il proprio strumento tradizionale.

Calcolando soltanto quei paesi nei quali il kantele riveste un ruolo ufficiale nel panorama della musica popolare arriviamo comunque a 150 milioni di individui.

In Finlandia è opinione diffusa che il kantele sia lo strumento finlandese per eccellenza. Questo è vero ma non è esatto che lo sia solo da noi né l’ambito etnico può essere limitato al solo ceppo finnougrico ma va esteso per esempio ai popoli baltici e turcici. Nemmeno all’interno dei confini nazionali vi è omogeneità etnica nella diffusione del kantele: anche per i finnosvedesi esso è uno strumento tradizionale. Non abbiamo un dato perciso circa la minoranza svecofona in Estonia ma quantomeno la cetra e lo jouhikko o crotta baltofinnica sono diffusi anche presso questa minoranza.

Il panorama attuale

Le condizioni di diffusione del kantele differiscono consistentemente nei varî paesi. Presso alcuni popoli lo strumento gode di status ufficiale che in altri ambiti etno-geografici manca del tutto. Per status ufficiale si intende la presenza di studio, insegnamento e formazione professionale attorno allo strumento. Tuttavia l’offerta didattica e la qualità della liutistica non vanno necessariamente di paripasso.

Possiamo parlare di status ufficiale e consolidato per finlandesi, careliani, estoni, lettoni, lituani, russi, ciuvassi, udmurti e mari.

Nel caso di ciuvassi, udmurti e mari la liutistica è il vero punto dolente. Gli strumenti sono spesso in cattivo stato, è difficile trovare assistenza e in alcuni casi persino reperire semplici corde di ricambio può rivelarsi difficoltoso. In Udmurtia la situazione è leggermente migliore per la presenza di un liutaio che produce kantele a mandibola su larga scala.

Per motivi tra loro differenti in Polonia, Ucraina, Bielorussia, Tatarsstan e Vepsia troviamo condizioni ancor più difficili.

In Polonia il kantele a lira sta ritornando dopo quasi un millennio di oblio. Esemplari di questo tipo sono stati ritrovati negli scavi archeologici di Danzica ed Opole. Si tratta di epoche nelle quali i gruppi etnici erano stanziati anche oltre i confini dell’attuale Polonia ed è quindi difficile parlare del gęśle nelle sue diverse forme come strumento nazionale. Lo stesso può essere detto in generale per tutti i kantele a lira. Si tratta di strumenti la cui diffusione è scomparsa per poi essere riportata in vita anche grazie al contributo dell’archeologia. In questo senso i ritrovamenti di Novgorod costituiscono la fonte più importante. Il kantele suonato ad arco o crotta baltofinnica è rimasto diffuso in un’ampia area dalla Finlandia alla Carelia all’Estonia (hiiukannel).

In Polonia solo pochi esecutori che padroneggiano il kantele a lira di Danzica e Opole. Rivitalizzare questo strumento in assenza di un substrato folcloristico è stata un’impresa molto ardua.

I viaggi in Ucraina e Bielorussia sono ancora sulla carta e perciò non disponiamo di informazioni di prima mano in merito alla diffusione dello strumento in questi paesi che, nel caso dell’Ucraina, risulta molto ridotta.

Circa il gusli bielorusso abbiamo potuto intervistare telefonicamente Ales Tšumakou. Il liutista ed esecutora ci ha spiegato che nel suo paese il kantele a lira è praticamente scomparso cento anni fa e solo ora viene riportato alla luce. Per la costruzione dello strumento si è avvalso della consulenza del lettone Donāts Vucins. Come in altri casi le fonti ed i modelli sono offerti dai reperti conservati nei musei. Tšumakou ha potuto visionare la collezione del Museo Etnografico di San Pietroburgo che contiene anche esemplari bielorussi.

Di ritorno dalla nostra escursione nell’area del Volga avremmo potuto concludere che il kantele tartaro o göslä è definitivamente scomparso ma il ricercatore Gennadi Makarov ha intrapreso un viaggio di studio tra i villaggi rurali dei Tatarstan e scoperto una tradizione ancora viva.

La situazione in Vepsia è strettamente correlata all’esiguità demografica di questo ceppo baltofinnico. Sembrerebbe quasi non vi fosse una tradizione propria ma una sostanziale continuità con quella della Carelia. Un modello tradizionale di kantele vepsico viene prodotto da Vladilen Tropin e dagli studenti del suo laboratorio di liutistica presso Petrozavodsk.

La situazione presso hanti e mansi verrà precisata non appena avremo modo di intraprendere il viaggio in Siberia Occidentale. Queste due popolazioni ob-ugriche sono le uniche extraeuropee delle quali ci occupiamo. Sappiamo solo che l’uso dello strumento è diffuso presso entrambi i ceppi e che vi sono scuole ufficiali. Lo strumento viene inoltre frequentemente utilizzato nelle rappresentazioni del Teatro Popolare del Distretto Autonomo di Jugra.

Le fonti

Tra le fonti utilizzate nella ricerca una delle più sfruttate è internet ed in particolare il canale di YouTube. Si tratta di impostare la ricerca e superare le barriere linguistiche, dopodiché chiunque può avere accesso a materiale di alto valore. Tra le scoperte più interessanti attraverso il sito web un video di Sergij Proškin del 2008. L’esecutore canta suonando uno strumento simile al kantele della Finlandia Centrale. Non abbiamo ancora avuto modo di incontrarlo ma il suo stile ci risulta sorprendentemente familiare.

Un altro merito di YouTube è stato individuare esecutori ucraini e bielorussi e i loro strumenti sulle tracce dei quali ci siamo subito messi in moto. Un’altra componente fondamentale è quella del documento scritto. Il vasto archivio di Kari Dahlblom e la sua competenza ci sono stati di grande aiuto come pure la sua conoscenza del russo ci ha permesso di sostenere molte interviste. Egli padroneggia anche il kantele nostrano ed è stato eletto maestro esecuotre dell’anno 2012. Discutendo con noi ha dichiarato che “quanto più conosco i corrispettivi presso altri popoli tanto più imparo ad apprezzare il nostro kantele e quello della Finlandia Centrale in particolar modo!”

Nell’ambito dello strumento in uso nella Finlandia Centrale si è adoperata anche Leena Häkkinen il cui padre è anch’egli esecutore originario di Keuruu. I percorsi che la legano al kantele sono però differenti. Alla ricerca di un tema sonoro per la trasmissione radiofonica Radioateljee della Radio di Stato Yle mi ha contattato e ne è seguito un viaggio insieme in Udmurtia nel 2008 e successivamente il progetto Uniti sulle corde. “Ogni popolo ed ogni persona che abbiamo conosciuto attraverso il kantele sembra risuonare sulla medesima corda”, Leena constatò al termine della serie radiofonica in 17 puntate quando Sirkka Halonen le chiese un impressione conclusiva sulla sua esperiena di viaggio. “Mi è rimasto impresso Robert Jaworski che ci ha accompagnati nell’escursione in Polonia. Ci è sembrato quasi stupito che ci interessassimo a lui ed alla sua musica. Nel suo paese si sente l’unico esponente di una cultura ed abbiamo capito che i popoli del kantele hanno assoluto bisogno di essere messi in contatto tra loro.”

Timo Väänänen soittaa länsisiperialaista lyyrakanteletta. | Timo Väänänen plays West Siberian lyre.
Timo Väänänen soittaa länsisiperialaista lyyrakanteletta. | Timo Väänänen plays West Siberian lyre.

Nella prima intervista della serie radiofonica Matti Kontio riflette proprio sul significato della conoscenza reciproca tra i popoli. “È stato interessante vedere le diverse soluzione strutturali e musicali che possono sorgere attorno ad un medesimo strumento. Tra strumenti simili esistono variazioni potenziali che non sempre trovano piena espressione. La gamma di toni è straordinariamente vasta”.

Il mio personale interesse per le diverse forme del kantele è nato grazie a Kari Dahlblom. Ho iniziato a suonare all’Università Popolare di Mikkeli sotto Elli Sonkkanen e ho proseguito seguendo le lezioni di Dahlblom alla scuola di musica della stessa città. È lì che per la prima volta ho sentito parlare dei kantele stranieri e l’interesse è poi cresciuto col tempo.

Questa serie di libri è stata ispirata anche dalle lezioni che ho tenuto presso l’Accadenia Sibelius per gli studenti del conservatorio nel dipartimento di piano, fisarmonica, chitarra e kantele. Quando ho iniziato il corso negli anni ’90 non era facile avere accesso alla conoscenza sul kantele presso i diversi popoli. I presenti volumi hanno l’obiettivo di rimediare a questo vuoto.